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L’ Amministratore di Sostegno

AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO

Si tratta di un istituto giuridico entrato per la prima volta nell’ordinamento italiano con la legge n. 6 del 9 gennaio 2004. Lo scopo è quello di affiancare il soggetto la cui capacità di agire risulti limitata o del tutto compromessa.

Citando proprio l’art 1 della Legge 6/2004 si può dire che si tratta di un nuovo istituto di protezione avente la funzione di “tutelare … le persone prive in tutto o in parte di autonomia, con la minore limitazione possibile della capacità di agire“.

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Riferimenti legislativi

Legge n. 6/2004

  • A chi è rivolta la nuova legge istitutiva dell’Amministratore di Sostegno

A tutte le persone che per effetto di una menomazione sia fisica che psichica si trovano nell’impossibilità di provvedere, anche in via temporanea, ai propri interessi (anziani, disabili fisici o psichici, alcolisti, tossicodipendenti, malati) e che non hanno la piena autonomia nella vita quotidiana.

  • Finalità della legge

Tutelare, con la minore limitazione possibile della capacità di agire, le persone prive in tutto o in parte di autonomia nell’espletamento delle funzioni della vita quotidiana mediante interventi di sostegno temporaneo o permanente in grado di andare incontro alle loro esigenza, anche aiutandole ad affrontare problemi concreti (come acquistare, vendere, affittare un appartamento o investire somme di denaro).

Per questa ragione il ricorso per la nomina dell’amministrazione di sostegno deve specificare l’atto o le tipologie di atti per il quale è richiesta l’assistenza.

  • Chi può fare la richiesta (ricorso)

Il ricorso può essere presentato direttamente al Giudice Tutelare, in alcuni casi anche senza avvocato, da:

  1. beneficiario (persona interessata), anche se incapace;
  2. familiari entro il 4° grado: genitori, figli, fratelli o sorelle,nonni, zii, prozii, nipoti, cugini;
  3. gli affini entro il 2° grado: cognati, suoceri, generi, nuore;
  4. il Pubblico Ministero;
  5. il Tutore o Curatore.
  • Chi deve fare la richiesta (ricorso)

I responsabili dei servizi sanitari e sociali direttamente impegnati nella cura e nell’assistenza della persona, venuti a conoscenza di fatti tali da rendere opportuna l’apertura del procedimento di ammininistrazione di sostegno, sono obbligati ad proporre il ricorso al Giudice Tutelare.

  • Quando fare la richiesta (ricorso)

Per chiedere la nomina di un amministratore non è sufficiente che la persona sia incapace: occorre che vi sia pure un interesse attuale e concreto al compimento di atti per i quali è necessario l’amministratore di Sostegno e che l’interessato non potrebbe compiere da solo.

  • A chi fare opposizione al ricorso

Alla Corte d’Appello a norma dell’art. 739 cpc; contro il decreto della Corte d’Appello alla Cassazione.

  • A chi rivolgersi

Per informazioni direttamente al Tribunale di competenza o allo Sportello ADS presente presso i vari Tribunali, attraverso la posta elettronica.

  • A chi indirizzare la richiesta (ricorso)

Il ricorso deve essere presentato al Giudice Tutelare (esempio del ricorso si ritira presso il Tribunale stesso o può essere scaricato dal sito) del luogo ove vive abitualmente la persona interessata (se ricoverata permanentemente presso una residenza per anziani o altra struttura è competente il Giudice del luogo di ricovero).

Il ricovero temporaneo (es. per riabilitazione) invece non influisce sul luogo ove presentare la domanda, che resterà determinato in base alla residenza).

  • Durata dell’incarico

La durata dell’incarico di Amministratore di Sostegno può essere a carattere:

  1. temporaneo,
  2. indeterminato,

vedi art. 405 comma 5 n. 2 del Codice Civile.

Il decreto emesso del Giudice decide la durata dell’incarico e i poteri attribuiti all’Amministratore di Sostegno. Detto decreto viene annotato nei registri di stato civile del comune di residenza e di nascita del beneficiato a margine del suo atto di nascita. Il decreto che dispone l’Amministrazione di Sostegno e delimita i poteri dell’ADS può sempre essere modificato per esigenze che si manifestino nel corso della vita del soggetto interessato.

L’amministratore di sostegno, dopo la nomina, presta il giuramento di svolgere il proprio incarico con fedeltà e diligenza e da quel momento può iniziare a svolgere la sua funzione. L’amministrazione di sostegno può sempre essere revocata qualora ne vengano meno i presupposti che la hanno necessitata o se essa si riveli non idonea a realizzare la tutela del beneficiario.

  • Poteri dell’amministratore e limiti del beneficiario

I poteri dell’amministratore di sostegno, vengono plasmati dal decreto di nomina (emesso dal Giudice Tutelare) nel quale vengono definiti gli atti specifici che l’amministratore può compiere in nome e per conto del beneficiario e gli atti che possono essere compiuti in assistenza. Il giudice con la sua decisione deve proteggere la persona, i suoi bisogni e rispettare le sue richieste nei limiti della tutela della persona stessa. A seguito dell’istituzione della misura di protezione, il beneficiario conserva in ogni caso una sfera di capacità, con riguardo a due categorie di atti: – gli atti necessari a soddisfare le esigenze della propria vita quotidiana (art. 409 c.c.) – gli atti per i quali la sua capacità non ha subito limitazioni.

  • Cosa contiene il decreto di nomina

Il decreto di nomina dell’amministratore di sostegno deve contenere:

  1. Le generalità della persona beneficiaria e dell’Amministratore di sostegno,
  2. La durata dell’incarico che può essere anche a tempo indeterminato,
  3. L’oggetto dell’incarico e degli atti che l’Amministratore di sostegno ha il potere di compiere in nome e per conto del beneficiario,
  4. Gli atti che il beneficiario può compiere solo con l’assistenza dell’amministratore di sostegno,
  5. I limiti, anche periodici, delle spese che l’Amministratore di sostegno può sostenere con l’utilizzo delle somme di cui il beneficiario ha o può avere la disponibilità,
  6. La periodicità con cui l’Amministratore di sostegno deve riferire al giudice circa l’attività svolta e le condizioni di vita personale e sociale del beneficiario.

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838 Comments

  1. Gentile Daniela,
    il Giudice può autorizzare una spesa mensile che non deve essere rendicontata.

    Per miglior dettaglio sull’istituto dell’ADS, La rinvio anche a quanto spiegato nella Guida Breve all’Amministratore di Sostegno che abbiamo preparato con il team dello studio di un legale associato e che può scaricare cliccando QUI: http://www.amministratoridisostegno.com/2010/10/scarica-gratis-la-guida-breve-alamministratore-di-sostegno/

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    Cordialità.

    Paola
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  2. Salve,
    una informazione: si può fare l’amministratore di sostegno per più persone.
    Grazie.
    Walter

  3. Gentile Walter,
    nulla osta ad essere nominati ADS per più persone.

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  4. Buona sera,
    come posso fare un’istanza per chiedere l’apertura del c/c intestato al beneficiario ma con bancomat intestato all’ads.
    Distinti saluti.
    Laura

  5. Gentile Laura,
    faccia un’istanza in carta semplice al Giudice Tutelare, anche se credo che gli istituti non siano favorevoli al rilascio di bancomat.

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    Paola
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  6. salve staff,
    vorrei sapere se è possibile un’amministrazione di sostegno congiunta o di avere un collaboratore per delegare attività urgenti in caso di irreperibilità.
    Grazie fin da ora.
    Luigi

  7. Gentile Luigi,
    la norma non ammette una figura di supporto, ma può essere designato un amministratore in successione.
    In verità si trova giurisprudenza di merito solitaria che parla di co-amministratore ma non ci fare affidamento.

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  8. Spett.le Staff Amministratoridisostegno.com
    ho prelevato dal c/c i soldi per il funerale dopo la morte della sig.ra da me assistita, che non aveva nessun bene: aveva solo 1597 euro mensili e solo l’ultima pensione ricevuta in c/c.
    L’inps può chiedere la restituzione a me o agli eredi?
    Grazie.
    Distinti saluti.
    Renata

  9. Gentile Renata,
    non vedo ragione per la quale l’INPS dovrebbe chiedere a Lei alcunchè.
    Peraltro, anche se vi fosse stata una eccessiva erogazione da parte dell’ente, l’assenza di ogni relictum (eredità) da parte della defunta, impedisce vi sia anche alcun erede al quale chiedere ogni ripetizione di somme.

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    Paola
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  10. Salve.
    Sono stato nominato amministratore di sostegno di una persona anziana affetta da Alzheimer. Avrei bisogno di aprire un conto corrente. È vero che non posso aprirne uno con le funzioni online?
    Grazie mille fin da ora.
    Distintamente.
    Marco.

  11. Gentile Marco,
    in riferimento all’apertura di un conto corrente a favore del beneficiario veda anche quanto già precisato in questo articolo: http://amministratoridisostegno.com/2017/04/ricorso-apertura-conto-corrente-ads/
    I termini di gestione del conto saranno definiti dal provvedimento del Giudice Tutelare nel suo provvedimento autorizzativo. Spesso le banche sono ostitli a consentire la gestione on line perchè temono che ciò possa consentire operazioni non autorizzate o da parte di sogetti differenti dall’ADS. Se ciò non è però limitato dal Giudice, si potrà reperire altro istituto che non abbia questi filtri indebiti.

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  12. Buongiorno, sono ADS di un congiunto disabile affetto da tetraplegia spastica che vive da molti anni in un istituto patrocinato dal comune di milano. All’interno di questa struttura la persona ha subito un incidente domestico a seguito del quale ha necessità di sorveglianza dedicata 24 ore su 24 per un periodo di tempo. A fronte dell’impossibilità a far fronte a questa necessità da parte dell’istituto, ho chiesto l’intervento di un operatore privato che eroga un servizio con OSS su turni estremamente oneroso, in misura molto superiore a quanto previsto nel decreto di nomina del giudice tutelare di milano.
    Posso pagare le fatture previste e chiedere successivamente il rimborso o devo necessariamente ottenere il permesso del giudice per poterle pagare.
    E’ una richiesta che può essere effettuata on line oppure devo recarmi personalmente in tribunale?
    Grazie mille.
    Renato

  13. Gentile Renato,
    le spese urgenti possono essere affrontate senza autorizzazione, ma è necessario informare subito il Giudice Tutelare per far ratificare dette scelte. Dovrò essere depositata apposita istanza di autorizzazione e ratifica anche a mezzo deposito telematico per il tramite di avvocato abilitato.

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    Paola
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  14. Buongiorno,
    sono da poco diventato amministratore di sostegno di una mia prozia; guardando la bolletta dell’ENEL mi sono accorto che le vengono conteggiate le rate del CANONE Rai nonostante già anni fa avessimo fatto richiesta di non pagare più perché la prozia, oltre a risiedere in casa di cura, non ha la televisione in casa; ho cercato sul sito dell’agenzia dell’entrate ma il modulo non prevede, mi sembra, casi del genere. A questo punto mi sorge un dubbio più generale: posso compilare il modulo con i dati della prozia e firmarlo direttamente io, oppure devo trovare un’alternativa con la quale dichiarare che “in qualità di amministratore di sostegno….”; vi ringrazio per ogni possibile suggerimento.
    Distinti saluti
    Edoardo

  15. Gentile Edoardo,
    può intervenire per questa attività di ordinaria amministrazione direttamente come DAS senza apposita autorizzazione del Giudice Tutelre. Sotto scriva la comunicazione a URAV direttamente come Amministratore di Sostegno della prozia, dandone spiegazione.

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  16. Salve staff.
    Sono amministratore di sostegno di un soggetto che a sua volta era nominato amministratore per un’altra persona. In attesa di nomina sostitutiva sono io che amministro l’amministrata dell’amministrato?
    Distinti saluti.
    Paola.

  17. Gentile Paola,
    l’ADS è tale solo per nomina del Giudice Tutelare e mai per successione nelle funzioni ad altro ADS. Si provveda al limite a darne notizia al GT che seguiva la procedura del precedente ADS.

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  18. Spett.le Staff,
    vorrei sapere se è possibile presentare la dichiarazione dei redditi precompilata, invece di incaricare un “costoso” professionista.
    Grazie mille.
    Distintamente.
    Luigi.

  19. Gentile Luigi,
    la relazione annuale non necessità di grandi elaborazioni e può tranquillamente essere redatta dal solo ADS seguendo l’esempio dei moduli che può scaricare da questo sito.

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    Paola
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  20. vorrei precisare che nel messaggio del 30 maggio u.s. non mi riferivo alla relazione annuale, ma proprio alla dichiarazione dei redditi da presentare all’agenzia delle entrate col modello 730 precompilato.

  21. Egregio staff , vorrei sapere cosa deve fare l’ ADS nel gestire i contratti standard di locazione che il proprio assistito ha redatto per i propri appartamenti prima che ci fosse la necessità di nomina dell’ ADS e successivamente per i nuovi contratti da stipulare nel periodo di assistenza l’ADS può sostituirsi al beneficiario non so per la firma, la registrazione, cedolare secca, condizioni contrattuali eventuale selezione di nuovi inquilini ect per poi fare rapporto al beneficiario o limitarmi solo all’ assistenza, sorveglianza ed esecuzione materiale degli ordini impartitomi dal beneficiario (esempio: evitare durante la selezione certe categorie di persone, incaricarmi di affidare la selezione ad un’ agenzia specializzata in affitti, non superare una certa cifra d’affitto , il beneficiario vuole sottoporre a colloquio l’inquilino , firmare di persona il contratto ect) Da sottolineare che la persona disabile da me assistita ha capacità residue decisionali ancora valide, c’è buona collaborazione tra noi e sarebbe disposta a fare tutte queste cose sotto la mia supervisione

  22. Gentile Cristina,
    la scelta può avvenire con percorsi pubblci o privati, ma sempre previa autorizzazione del giudice tutelare. In ogni caso si può sempre coinvolgere il beneficiario, anche solo a titolo consultivo.

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  23. Gentile Staff,
    per cortesia sto valutando se richiedere un amministratore di sostegno per uno zio novantenne che è in casa di riposo, E’ celibe e ha ancora due sorelle di 80 e 93 anni tutte e due invalide al 100%.
    Ha inoltre sei nipoti (4 di un fratello premorto e due di una sorella ancora in vita) Nel modulo di richiesta dell’amm.di sostegno come parenti stretti chi devo scrivere? le due sorelle e i 6 nipoti o solo le sorelle?
    Vi ringrazio e saluto.
    Maria

  24. Gentile Maria,
    il ricorso va notificato ai parenti indicati nel decreto di fissazione di udienza firmato dal Giudice Tutelare.Usualmente si tratta, ex codice, dei parenti fino al quarto grado..

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  25. Sono stato nominato A.D.S. con decreto del Giudice Tutelare del Tribunale di Arezzo il 19/03/2016, di uno zio di mia moglie, malato grave del morbo di Alzheimer e purtroppo deceduto il 02/01/2017, di conseguenza è cessato il mio compito.
    Durante il mio incarico ho riscontrato alcune anomalie bancarie, molto pesanti, (l’amministrato è stato dichiarato non in grado di intendere, alla data dei fatti), da una perizia medico legale; subito poste all’attenzione del Giudice Tutelare, il quale mi autorizzò ad agire in sede civile e penale contro un soggetto che aveva raggirato l’amministrato.
    Dopo aver querelato per circonvenzione di incapace il soggetto, (con relazione di affinità con l’amministrato), è deceduto come descritto, ed è stato reso pubblico un testamento a favore del soggetto incriminato, con data di alcuni anni precedente alla diagnosi della malattia.
    Alcuni giorni or sono stato contattato dalla caserma dei Carabinieri, informandomi, che il Magistrato, (Titolare delle indagini), ha deciso di procedere nelle indagini, nonostante fosse a conoscenza della morte del beneficiario e dell’esistenza del testamento. Ho chiesto il ritiro della querela ma non mi è stata accettata.
    La mia domanda è questa:
    Nel caso che il Tribunale non riconoscesse colpevole il soggetto querelato, chi deve pagare le spese del Tribunale e le eventuali spese legali?
    L’erede o chi per esso, oppure io a livello personale, essendo come dicevo cessato il mio compito?
    Grazie per la vostra attenzione, sono a disposizione per eventuali chiarimenti, cordiali saluti.
    Giancarlo Bardi

  26. Gentile Giancarlo,
    ritengo che la denuncia proposta dietro autorizzazione del GT copra ogni attività del singolo nell’esercizio della funzione. In ogni caso, qualora vi fosse l’archiviazione del procedimento o l’assoluzione dell’imputato non vi sono spese da imputare a chicchessia, a diferenza del civile.

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    Cordialità.

    Paola
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  27. Buongiorno,
    se l’ads si deve assentare per un periodo variabile di tempo, ipotesi per un viaggio all’estero di un paio di mesi, come si deve comportare per delegare una terza persona a svolgere i suoi compiti in quel determinato periodo di tempo?
    Grazie molte.
    Paola

  28. Buongiorno.

    Sono amministratore di sostegno in diverse procedure, in alcune delle quali i beneficiari sono in tali difficoltà economiche che non posso recuperare neanche le spese: non me ne preoccupo, consapevole degli obblighi solidaristici cui ciascuno di noi deve adempiere. Ritengo tuttavia che detti obblighi gravino in primis sui familiari, e che pertanto non possa costringersi un ads alla gratuità dell’incarico quando il patrimonio dei familiari, magari stretti, sia anche molto capiente ed essi si rifiutano di adempiere ai propri doveri nei confronti del fratello, cugino o parente. La norma dell’art. 379 c.c. andrebbe in tali casi interpretata non in maniera letterale e dovrebbe potersi concepire una remunerazione dell’ads a carico del familiare, come fosse un qualsiasi mandatario, al pari di un curatore fallimentare, o amministratore di eredità giacente.

    Vorrei confrontarmi con Voi sul punto, prendendo le mosse da due casi in particolare di recente accadutimi: in entrambi ci sono dei familiari benestanti ed assolutamente capaci di adempiere alle funzioni di ads, che tuttavia, in un caso si scocciano di rivestire il ruolo (in favore del fratello), nell’altro sono in conflitto tra loro e con la madre beneficiaria.

    Nel primo caso sono stato nominato ads malgrado il beneficiario avesse due sorelle, una figlia e due cugini, tutti benestanti e – tranne uno – capaci di assumere le funzioni; la nomina è avvenuta su richiesta specifica dell’unico che non poteva più svolgere le funzioni, dopo averlo fatto per 5 anni, in quanto gli altri non volevano adempiervi: hanno indicato me conoscendomi, impegnandosi con me a remunerare il mio incarico di tasca propria, a prescindere dall’indennità che avrebbe disposto il G.T., dal momento che il patrimonio del beneficiario era incapiente. Oggi, dopo oltre due anni in cui ho svolto l’incarico, i familiari negano ex post la legittimità dell’accordo di remunerazione pretendendo – attraverso il patrocinio di un collega – che sarebbe illecito e quindi nullo data la gratuità di principio dell’incarico, paventando “simpaticamente” financo profili di carattere penale. Tralasciando l’amarezza per le pretese avanzate, giuridicamente credo non vi sia nulla di illegittimo od illecito nel concordare che, dovendo sostituire un familiare altrimenti tenuto a svolgere la funzione, si possa concordare con quegli un compenso, senza gravare il patrimonio del beneficiario. Solo in favore del beneficiario mi parrebbe infatti stabilita la gratuità, non certo dei familiari.

    Nel secondo, la nomina è avvenuta da parte del G.T. su ricorso di uno dei figli che, pur benestanti, litigano tra loro e la madre che vive in condizioni di indigenza, tanto che devo ricorrere al giudice perché i figli provvedano alle necessità primarie: ritengo in tal caso che la remunerazione dell’ads debba rientrare tra queste, al pari degli alimenti, e che quindi il giudice possa porla a carico dei familiari, ma la giudice non è stata dello stesso avviso.

    Ringrazio in anticipo e saluto cordialmente.

  29. Gentile Paola,
    l’amministratore di sostegno non è un badabte e quindi non ha l’obbligo di accudire in pianta stabile il beneficiario, altro è dire che la sua assenza potrebbe far mancare il suo affinacamento o la sua sostituzione dello stesso in scelte ed atti necessari per la vita della persona assoggettata alla procedura. In caso di assenza prolungata è a mio parere essenziale notiziare il GT e chiedere di essere sostituito o comunicare tutto qyanto predisposto perchè vi possa essere l’intervento di altro delegato del giudice (curatore speciale per atti specifici).
    Per miglior dettaglio sull’istituto dell’ADS, La rinvio anche a quanto spiegato nella Guida Breve all’Amministratore di Sostegno che abbiamo preparato con il team dello studio di un legale associato e che può scaricare cliccando QUI: http://www.amministratoridisostegno.com/2010/10/scarica-gratis-la-guida-breve-alamministratore-di-sostegno/

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    Cordialità.

    Paola
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  30. Gentile Augusto,
    chieda di essere autorizzato ad agire ex art. 433 cod. civ.
    Per miglior dettaglio sull’istituto dell’ADS, La rinvio anche a quanto spiegato nella Guida Breve all’Amministratore di Sostegno che abbiamo preparato con il team dello studio di un legale associato e che può scaricare cliccando QUI: http://www.amministratoridisostegno.com/2010/10/scarica-gratis-la-guida-breve-alamministratore-di-sostegno/

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  31. Gentile Staff,
    l’ADS può essere legalmente vincolante al trasferimento del beneficiario? LA persona sottoposta ad ADS, per problemi di salute mentale, è in carico al Dipartimento di salute mentale.
    Grazie mille.
    Distintamente.
    Paola.

  32. Gentile Paola,
    si deve verificare se nei poteri dell’ADS esiste anche l’indivudazione del percorso terapeutico. Diversamente, si deve interpellare il Giudice Tutelare.
    Per miglior dettaglio sull’istituto dell’ADS, La rinvio anche a quanto spiegato nella Guida Breve all’Amministratore di Sostegno che abbiamo preparato con il team dello studio di un legale associato e che può scaricare cliccando QUI: http://www.amministratoridisostegno.com/2010/10/scarica-gratis-la-guida-breve-alamministratore-di-sostegno/

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  33. Buongiorno,
    devo compilare un ricorso per la richiesta di ADS; purtroppo c’è una problematica di conflittualità di parentela (tra me e la potenziale persona beneficiaria).
    Posso o devo scrivere che esiste questa problematica nella domanda???
    Grazie mille.
    Distintamente.
    Carmela.

  34. Gentile Roberta,
    mi pare assolutamente opportuna la scelta di segnalare la potenziale conflittualità. Serve a individuare il possibile ADS.
    Per miglior dettaglio sull’istituto dell’ADS, La rinvio anche a quanto spiegato nella Guida Breve all’Amministratore di Sostegno che abbiamo preparato con il team dello studio di un legale associato e che può scaricare cliccando QUI: http://www.amministratoridisostegno.com/2010/10/scarica-gratis-la-guida-breve-alamministratore-di-sostegno/

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  35. Buongiorno staff,
    vorremmo chiedere al GT la revoca dell’ADS che la famiglia, in sede di nomina, ha segnalato al GT per la tutela di un componente della famiglia (sorella), perché non ritiene più idonee le sue funzioni in quanto ha causato danno economico e NON si prende cura della beneficiaria in maniera adeguata.
    Può essere nominata ADS la sorella della beneficiaria residente a 500 km di distanza che usufruisce della L. 104 e che potrebbe in caso di peggioramento prendere aspettativa o decidere di portare la beneficiaria presso la propria abitazione o casa di cura nella sua residenza?
    Si fa presente che vi sono due fratelli che vivono nello stesso paese della beneficiaria che potrebbero collaborare insieme alle due badanti: una per la mattina l’altra per pomeriggio/sera.
    Grazie mille.
    Distintamente.
    Anna Maria

  36. Gentile Anna Maria,
    la revoca deve vedere le cause idoneamente documentate. Se del caso vi può essere sostituzione che, nella possiblità da voi proposta, mi pare improbabile. Una persona che usufruisce della 104 che risiede a 500 km di distanza risulta poco idonea a svolgere la funzione di ADS.
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  37. Gentile Staff, salve.
    Convivo con una persona da 2 anni; questa persona la conosco da 25 anni e lei stessa mi ha portato davanti a un giudice x essere la sua ADS e, però il giudice non ha accettato visto ke dovevo convivere.
    Dopo ke io ho avuto il consenso dal giudice, x trasferirmi nella sua abitazione e, e stata eletta una amministratrice di sostegni, così, mi trasferisco, metto a posto la casa xke non idonea e inizia la convivenza, puntualizza ke la signora è assegnatari dalle case della IACP, l amministratrice mette in testa alla signora di potersi rifare una vita, così la signora si cerca un uomo e va a vivere da lui, viene maltrattata e pikkiata, avviso i servizi sociali del fatto ma nessuno fa nulla.
    Dopo 7 mesi la signora torna a casa, sta 2 mesi e sempre appoggiata dalla amministratrice se ne ricorda va da quella uomo, tengo a precisare ke io la speso di tutto, pago la casa la luce e la do da mangiare, la signora percepisce 100 euro ogni 10 giorni, ke spende x cose sue, cm ora mi ritrovo a combattere con questi ke vogliono buttarmi fuori casa, l’amministratrice mi odia perke io controllo tutto della signora, se lei li da la ricevuta ecc dei soldi ke gli da, in pratica, ora non servo più e alla signora l anno fatta tornare da quello uomo ke la maltratta e a me è il mio bambino vogliono Cacciari di casa, esiste Giustizia?
    Io ho firmato in tribunale che mi sarei presa cura di lei fino a morte, possono farlo, ke diritti ho io dopo 2 anni, averla mantenuta e guardata, Sn disperata, non so come comportarmi?
    Salve.
    Giuliana

  38. Gentile Giuliana,
    può spiegare meglio cosa le serve?
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    Paola
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